Posizionare una cavità

La cartografia regionale; brevi cenni di cartografia e del suo sviluppo; gli strumenti di misura tradizionali e le nuove tecnologie di posizionamento GPS; i software cartografici.

Per posizionare sul territorio gli ingressi delle cavità, la speleologia del Friuli Venezia Giulia ha adottato per alcuni decenni la cartografia dell’IGM (Istituto Geografico Militare), utilizzando carte topografiche in scala 1:25.000, con rappresentazione delle coordinate di latitudine e longitudine espresse in gradi, minuti e secondi secondo il sistema di riferimento che individua come meridiano di riferimento Roma – Monte Mario (c.d. Roma 1940). Da quando è stata resa disponibile la Cartografia Tecnica Regionale con scala 1:5.000, invece, le precedenti carte IGM sono state abbandonate in favore di una CTR che molto meglio soddisfa le esigenze di precisione della moderna speleologia (1 mm sulla carta equivale a 5 m). Sulla carta sono riportate le coordinate col sistema chilometrico, basate sul sistema nazionale Gauss-Boaga e le coordinate geografiche riferite al sistema ED 1950 (European Datum 1950).

Recentemente il Catasto Regionale delle Grotte deciso di adottare esclusivamente le coordinate chilometriche, molto più pratiche e veloci per il calcolo delle posizioni.
La Regione rende disponibile la cartografia completa del Friuli Venezia Giulia sia in formato cartaceo che digitale; in quest’ultimo caso il file viene fornito assieme ad un software di conversione, necessario per effettuare la “vestizione”, ovvero trasformare il documento originale in formato DAT nel corrispondente file georeferenziato con estensione DXF, formato riconosciuto da programmi di disegno o cartografia.
Le oltre 300 carte regionali al 5000 che compongono la regione Friuli Venezia Giulia, sono identificate da un numero a sei cifre e dal nome della località o particolare topografico più importante che compare nella stessa. Le prime 3 cifre della tavoletta identificano il FOGLIO in scala 1:50000; le 2 seguenti designano la SEZIONE e la sesta ed ultima l’ELEMENTO.

Per riportare sulla carta l’ingresso di una cavità, sino all’avvento delle tecnologie satellitari, gli speleologi hanno utilizzato le poligonali: con l’aiuto di bussola e clinometro, si procedeva dalla cavità fino ad un punto noto e ben individuabile sul territorio. Riportando queste misure in scala sulla carta, dal punto noto si procedeva a ritroso fino a giungere ad indicare l’ingresso dell’ipogeo. Questo sistema soffriva di tutti gli errori dovuti alla scala ed all’imprecisione delle letture, oltre ad essere lungo e dispendioso in termini di esecuzione sul campo. Per questo, da quando il sistema di posizionamento satellitare GPS è stato liberato dall’errore casuale precedentemente imposto dalle autorità statunitensi, sempre più speleologi utilizzano i ricevitori GPS per leggere direttamente la posizione delle cavità.
Il GSSG ha adottato questa tecnologia da alcuni anni, unitamente al software cartografico OZIEXPLORER per lo scarico diretto dei dati su PC, la visualizzazione della cartografia tecnica regionale ed il tracciamento dei percorsi per raggiungere le cavità.
Lo stesso software viene utilizzato anche su computer palmari, connessi al GPS, per la localizzazione dei punti sul campo, in tempo reale.

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