Immagini del XIX Corso

Immagini delle uscite pratiche in cavità del Carso triestino effettate dai partecipanti al XIX corso di speleologia di I livello svolto nel 2004

Prima Uscita: Cava



Il primo contatto con le tecniche di progressione su corda si tengono, se le condizioni atmosferiche lo consentono, in una cava dismessa, per dar modo agli allievi di non scontrarsi con le difficoltà derivanti da un ambiente buio e solitamente scivoloso.


La cava ci regala due pareti opposte per le manovre: le prime discese si concentrano sulla parete più bassa e semplice da scendere.

In questa fase si apprendono le tecniche di discesa con discensore e le relative chiavi per le fermate o i passaggi di frazionamento.

Acquisita la sufficiente pratica, si passa alla parete più ampia della cava: una verticale di una quindicina di metri che permette più vie contemporanee in doppia, cioè con la presenza contemporanea e parallela di allievo ed istruttore.

Gli allievi si esercitano anche nella tecnica di risalita che prevede l'uso del bloccante ventrale e della maniglia.

Altrettanto importante la procedura per il passaggio dei frazionamenti che viene provata sia in discesa che in risalita, utilizzando le tecniche e le impostazioni dettate dalla Società Speleologica Italiana per mezzo della Scuola Nazionale di Speleologia….

….anche se, ogni tanto, qualche “problema” rimane: sarà colpa della poca abitudine? della fatica? o del traverso troppo traverso?


Arrivederci a tutti e alla prossima.





Oramai alla terza uscita pratica, la seconda in una cavità, gli impavidi aspiranti speleo dimostrano una certa domestichezza con le attrezzature, tanto da vestirsi ed agghindarsi in modo autonomo

















e riuscire persino a regalarci un sorriso: sarà la spensieratezza del momento o l'incoscenza insita in chi accinge a calarsi in un'ipogeo?






















Non lo sapremo mai, anche se, a giudicare dalle espressioni di chi, dopo aver affrontato il breve ma un po' scomodo ingresso dell'Abisso del Maestro, sul Carso triestino, ha sceso il primo pozzo e si accinge a visitare la parte terminale di questa interessante cavità possiamo ritenere che l'esperienza ne è valsa la pena.
























Walter alle prese con il passaggio a ridosso del P80, seguito a poca distanza da Peter
















































Chiara e Franco



















Non ci resta che risalire, non prima di aver dato un'occhiata in giro ed esserci accorti che la Natura sa sempre riservarci qualche sorpresa:



(non è una stalattite capovolta, questa è proprio una stalagmite!)


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