Puliamo il Buio 2007

Il resoconto dell’iniziativa ambientale della SSI

Puliamo il Buio 2007

La pulizia della Grotta del Cimitero Militare di San Pelagio del 30 settembre 2007.

Ci risiamo!! Anche questa volta abbiamo trovato sul fondo di una grotta resti umani! Ma andiamo per ordine.

Anche quest’anno, la Federazione Speleologica Triestina ha organizzato:– nel contesto della manifestazione “PULIAMO IL BUIO”, patrocinata dalla Società Speleologica Italiana e “PULIAMO IL MONDO” di Lega Ambiente – sponsorizzata dal Comune di Duino-Aurisina nella persona dell’assessore Tamaro – la pulizia della Grotta del Cimitero Militare di San Pelagio, numero catastale 397RE/1492VG.
Questa cavità, profonda 45 metri, era stata oggetto negli anni ‘70 e ‘80 di un consistente inquinamento (elettrodomestici, materiali domestici desueti, parti d’auto, materiali di cantiere edile, le immancabili gomme e vestiario di vario genere) valutato ad opera finita attorno ai quattro metri cubi.
All’iniziativa hanno partecipato 23 speleologi appartenenti a varie associazioni della provincia di Trieste.
L’operazione di pulizia si è presentata da subito molto impegnativa per gli speleologi addetti al recupero esterno; poiché il pozzo è caratterizzato in più punti da strozzature che impedivano il sollevamento del materiale ingombrante. Proprio per questo già sabato 29 cinque attrezzisti hanno “armato” il pozzo con dei “deviatori” per obbligare i carichi sollevati a spostarsi dalla verticale ed evitare di farli incastrare sulle rocce.
È stata stesa anche una linea telefonica per poter agevolmente comunicare con il fondo della cavità durante le operazioni di recupero.
Durante la Prima Grande Guerra Mondiale, questa cavità si trovava nelle vicinanze di alcuni cimiteri militari ed era pertanto presumibile pensare che al suo interno si potessero rinvenire dei resti di soldati austriaci.
La pulizia ha interessato solamente la parte superficiale del fondo della cavità e di fatto, fra le pietre, sono emerse scatolette di viveri americane (nella Seconda Guerra a pochi metri c’era un campo militare degli alleati) e subito dopo, in una sorta di sequenza stratigrafica, scatolette austriache.
Mentre si svolgevano le lente operazioni di recupero si è avvicinato, incuriosito, un abitante del vicino paese di San Pelagio, che ha riportato notizie di una donna che, alla fine dell’ultimo conflitto, sarebbe stata gettata in questa grotta.
E purtroppo, differenziando i rifiuti, fra le molteplici ossa di animali (cavalli e molti cani) è emerso un frammento osseo probabilmente appartenente a una calotta cranica umana (molto verosimilmente di giovane donna).

Vedi anche gli articoli de “Il Piccolo” del 30 settembre e 14 ottobre 2007.

 

 Immagini del sopralluogo

Immagini della pulizia

Nessun commento presente.

Nessun trackback